Bel tovagliolo, sembra tessuto ma è… di carta

Bel tovagliolo, sembra tessuto ma è… di carta

Una volta erano bianchi e un po’ collosi, al massimo color pastello, e conferivano quella patina di trascurato o al massimo ruspante, nel caso delle trattorie fuoriporta, che andava a braccetto con il servizio approssimativo e i modi rudi del proprietario. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti, e il tovagliato monouso ha assunto una sua dignità, agganciando nuovi mondi. E non è ancora finita, secondo Mauro Littamè, Direttore Commerciale di Ventidue, azienda veneta specializzata nel settore: “Il comparto del tovagliato monouso è in costante evoluzione. Qualità e servizio sono sempre più importanti in un mercato che, negli ultimi 5-10 anni, ha visto un profondo cambio di atteggiamento: se per alcuni target come l’alta gamma il tovagliato in cotone rimane insostituibile, in generale nella ristorazione media, anche grazie ai miglioramenti nei materiali, oggi il monouso è percepito come più moderno e innovativo”.

Occhi puntati quindi ad Host nell’area Arredo e tavola anche su questi prodotti, che promettono di mostrare novità decisamente interessanti. Grazie alla ricerca che ha prodotto materiali nuovi, sempre più simili al cotone, resistenti, naturali e completamente biodegradabili. “A Host – anticipa Littamè – presenteremo un’evoluzione completamente naturale dello Spoonlaid, il nostro materiale proprietario che ha una consistenza e un aspetto molto simile al tessuto. Biologico e compostabile, realizzato in sole fibre naturali legate esclusivamente ad acqua e quindi totalmente privo di leganti, è un prodotto elegante e pratico, ma ancora più ecologico, in quanto è riciclabile a differenza del normale tovagliato monouso che, contenendo collanti, deve andare nei rifiuti indifferenziati. Un dettaglio spesso non noto agli utilizzatori”.
I materiali hi-tech fanno la differenza quindi, ma anche colori e design hanno un ruolo decisivo. “Anche nella scelta di dimensioni, colori e motivi privilegiamo un effetto-tessuto che rende il nostro monouso molto adatto a utilizzi medio-alti”. E i riconoscimenti arrivano: “Negli ultimi tre anni abbiamo visto un raddoppio nella quota dell’export sul fatturato complessivo, dal 10 al 20%: una percentuale molto significativa per il nostro particolare comparto”.

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